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L’Orchestra Maniscalchi è una jazz-band che propone un repertorio esclusivamente italiano di musica leggera e jazz degli anni Trenta e Quaranta.
Grazie a un paziente lavoro di ricerca e di recupero degli arrangiamenti originali e a un impeccabile rigore esecutivo, l’Orchestra Maniscalchi restituisce al pubblico di oggi le magiche atmosfere delle dance-hall di un tempo e lo spirito pionieristico delle prime orchestre leggere costituite dall’Eiar.
L’ensemble (allestito da Christian Schmitz, in arte Chicco Maniscalchi) prevede, secondo l’uso dell’epoca, tre sax – che all’occorrenza diventano clarinetti –, due trombe, un trombone e un quartetto ritmico formato da pianoforte, chitarra, basso e batteria.
Molti dei brani di quell’epoca d’oro furono resi famosi dagli “assi del microfono”, cantanti che, anche attraverso dei celebri concorsi, furono arruolati dall’EIAR per le proprie orchestre leggere. La Maniscalchi ha trovato il proprio “asso” nel tenore Gianluca De Martini. Selezionato tra una quarantina di candidati, De Martini ha saputo incantare direttore ed orchestrali con la sua splendida voce dal timbro tenorile.
Il repertorio che l’orchestra ha costituito nei primi tre anni di vita, spazia da brani celebri a meno noti capolavori, recuperati da Christian Schmitz con una paziente ricerca di vecchi spartiti e mandolini (i fogli musicali pubblicati per il grande pubblico).
Nel 2008 la P-Nuts dà alle stampe “BLEM BLEM FIU FIU DUM DUM!”, primo CD dell’Orchestra Maniscalchi, nel quale viene presentata una selezione di brani strumentali e una manciata di brani cantati.
Con il favore crescente di pubblico e critica, cresce anche la richiesta di nuove incisioni e nel novembre 2009, esce “DIAMOCI DEL TU…” (sempre su etichetta P-Nuts), dove la selezione dei brani cantati da Gianluca De Martini consacra il cantante nel proprio ruolo nell’orchestra.
Il 24 gennaio del 2010 vede il debutto dell’Orchestra al Blue Note di Milano con un tutto esaurito, replicato nei due set organizzati a grande richiesta il 28 aprile 2010.
L’Orchestra Maniscalchi si è distinta anche in situazioni prestigiose come il Gran Ballo della Cavalchina al Teatro La Fenice di Venezia nel febbraio 2010 e il Gran Ballo delle Debuttanti dell’Accademia Militare di Modena nel giugno dello stesso anno.
La stagione 2010/2011 segna l’ingresso della OM nel circuito degli Amici della Musica: lo spettacolo “Diamoci del tu…” è accolto con grande successo di pubblico in alcuni prestigiosi cartelloni, come ad esempio la Filarmonica Laudamo di Messina e il Politeama Garibaldi di Palermo.
Il 2012 inizia con uno strepitoso concerto al Teatro Ponchielli di Cremona, e ha visto la Maniscalchi esibirsi sui palcoscenici di importanti Festival Jazz internazionali, tra cui l’Ascona jazz Festival (Ascona, Svizzera) e il Comacchio Jazz Festival.

Per informazioni: P-Nuts S.r.l. – Tel. 02 20241023 – info@p-nuts.it
www.orchestramaniscalchi.it.

L’ERA DELLO SWING ITALIANO: LA MUSICA DELL’EIAR

La radio in Italia - per quanto nata già nel 1925 - cominciò a diventare una realtà popolare solo a metà degli anni Trenta, grazie anche a un fortunato radiosceneggiato che fece impennare abbonamenti e vendite di apparecchi riceventi: si trattava de I Quattro Moschettieri di Nizza, Morbelli e Frustaci, con la partecipazione di un giovanissimo Nunzio Filogamo.

In quello stesso periodo, i dirigenti dell’emittente di stato compresero che agli Italiani erano molto graditi i programmi d’intrattenimento con musica da ballo. Dopo un primo momento, in cui, per cooptazione, vennero chiamati ai microfoni i grandi nomi della lirica (Beniamino Gigli, Carlo Buti), l’Eiar intuì la necessità di allestire un vivaio di voci leggere - potremmo dire, moderne come il mezzo stesso -.

Voci che avrebbero ben interpretato lo spirito moderno che il jazz – guardato con sospetto dal regime, che lo avrebbe definito musica negroide-semitica - stava infondendo alle orchestre leggere approdate all’Eiar proprio a metà degli anni Trenta, sotto la guida, tra gli altri, di Cinico Angelini, Pippo Barzizza, Tito Petralia.

Grazie anche a due fortunati concorsi per voci nuove, approdarono alla radio di stato cantanti destinati a diventare veri divi, come Silvana Fioresi, Maria Jottini, Ernesto Bonino, che andarono a affiancare star di tutta grandezza come Alberto Rabagliati e il Trio Lescano.

E l’etere fu in breve tempo pieno di swing e di canzonette dai ritmi sincopati, che ebbero il merito di alleggerire l’esistenza cupa di una nazione che si avvicinava con finta spavalderia alla tragedia di una seconda guerra mondiale.