Ritrovamenti
Da qualche tempo mi sono accorto che sta cambiando il motivo per cui cerco dischi 78 giri.
All'inizio era un modo per ascoltare musica rara, trovare del repertorio interessante da elaborare per la OM (se ero fortunato), godermi qualche 'solo' interessante .
Ultimamente ho il fondato timore che mi stia scappando un po' la mano: credo di essermi contagiato di collezionismo.
Cosa posso fare per salvarmi, e proteggere la (già scarsa) liquidità del mio c/c?
Non mi so dare una risposta; anzi, sono sempre più dell'idea di non volerla proprio una risposta... almeno per ora.
Gli arrivi settimanali di cartoni di lacche nascondono a volte piccoli tesori semisempolti dalla polvere: un brano che cercavo da tempo e volevo ascoltare (e so che può sembrare strano desiderare davvero sentire esecuzioni di musica sconosciuta degli anni Trenta, ma tant'è...) uno strumentale suonato con un ritmo travolgente, o anche quello "slow" che-ti-si-ficca-in-testa-e-non-ti-lascia-più...
Recentemente insomma mi è arrivato quello che i gergo si chiama "lotto".
Con questo termine così prosaico si intende un insieme di lacche - a volte una vera accozzaglia di titoli tra i più vari - riunite per l'occasione e con l'unico scopo di poter essere vendute a qualche acquirente curioso. Così almeno si augura il commerciante.
Fra questi dischi polverosi, ho trovato un'esecuzione di uno dei brani che preferisco del nostro repertorio.
Sto parlano di Bole Blues, composto e arrangiato da quel genio dimenticato che è Piero Rizza. Credo che l'espressione di cortese indifferenza dovrebbe invece trasformarsi in un accenno di sorriso incredulo: questo bellissimo brano dal ritmo esotico (almeno allora penso fosse sentito così: oggi si direbbe forse "latin", ma qualche tempo fa si era un po' restii a usare termini stranieri, almeno sulle etichette dei dischi !).
L'orchestra è quella di Angelini, l'etichetta CETRA.
Spero di potervene far sentire presto un pezzetto.
Alla prossima!
Chicco Maniscalchi

testimone
Ieri (24 giugo 2010) vi ho ascoltato al Teatro di Verdura; ero con un mio 'vecchio' amico di 89 anni che non stava più nella pelle risentendo i motivi della sua gioventù; io invece non stavo nella pelle perchè per me, nato invece nel dopoguerra, erano i motivi della mia primissima infanzia, cose che non si dimenticano più e che , chitarrista per hobby, mi hanno fatto innamorare sempre di più di quell'epoca ! Penso che tu sia 'condannato' a raccogliere il testimone (come i tanti altri che lo hanno fatto in tanti altri campi, Teatro, Storia, Arte ecc.) , ed a portarlo ' avanti' per non far dimenticare e continuare a rivivere egoderne per la gioia di tutti noi. La vita non dimentichiamolo è una grande ricapitolazione ! Ad majora e a presto.
Corrado de Paolis.