Dicono di Noi

Recensione "Il Popolo"

Il Popolo
Dom, 07/08/2011

Si chiamano Mercuria, Turbina e Scintilla le "Sorelle Marinetti" (al secolo rispettivamente Andrea Allione, Nicola Olivieri e Marco Lugli) e sono tre splendidi cantanti "en travesti" che con l’Orchestra Maniscalchi (formata da 10 musicisti, diretta da Christian Schmitz) si divertono e divertono il pubblico proponendo il patrimonio canoro degli anni Trenta
e Quaranta, che fece grande l’allora Eiar (oggi Rai). La settimana scorsa Sorelle Marinetti e Orchestra Maniscalchi sono approdati a San Vito al Tagliamento, nell’ambito dell’estate
sanvitese, per una serata che avrebbe dovuto svolgersi nella bellissima piazza del Popolo, ma che a causa del maltempo è stata ospitata nell’Auditorium del Centro Civico. Peccato per
l’effetto scenografico, nulla da eccepire sotto quello del risultato artistico: per oltre un’ora e mezzo il pubblico ha seguito con attenzione le esibizioni delle tre cantanti e dell’orchestra,
applaudendo con calore a ogni canzone e alla fine, ottenendo alcuni fuori programma.
Nico Nanni

Musica anni ’30. Un successo per le Marinetti

Il Gazzettino
Mar, 02/08/2011

Acclamatissime dove ormai hanno un vero e proprio seguito di fans, hanno risposto perfettamente alle aspettative le Sorelle Marinetti accompagnate dall'Orchestra Maniscalchi. Lo spettacolo musicale nel titolo onomatopeico "Blem Blem, Fiu Fiu, Dum Dum" non richiama solo i suoni degli strumenti che caratterizzavano le orchestrine degli anni Trenta, le cui innovazioni provenienti oltreoceano facevano rizzare i capelli in testa ai critici del tempo che consideravano lo swing e il jazz musica indiavolata, ma anche il movimento futurista omaggiato pure dal nome d'arte delle sorelle, così come il nome dell'orchestra rinnova l'autarchia linguistica del tempo italianizzando il cognome del maestro, Schmitz. Basterebbero dunque questi pochi indizi per capire l'amore, la cura del dettaglio di questo progetto che omaggia, rispolvera e recupera una parte del nostro patrimonio musicale e culturale. Ineccepibile l'orchestra che riserva anche qualche piccola chicca come l'uso del C Melody o un brano di Gorni Kramer; inarrivabili per classe, eleganza e capacità vocali le sorelle Turbina, Scintilla e Mercuria, alias Nicola Olivieri, Marco Lugli e Andrea Allione, tre attori/cantanti che hanno saputo trovare la giusta chiave di interpretazione di ruoli, travesti accattivanti, lievemente ironici, timidamente sensuali, assolutamente irresistibili negli abiti realizzati dalla costumista del Teatro alla Scala, dopo accurate ricerche. Deliziose le piccole coreografie a corredo delle canzoni, principalmente del Trio Lescano culminanti nel trascinante "Non me ne importa niente". Per il bis le Marinetti si cimentano in un divertente medley in chiave di standard swing di brani pop rock della sempiterna Cher, con veloce incursione della material girl.

Concerti, il debutto di Jovanotti a Rimini

rockol.it
Giov, 21/04/2011

(...) Poi dopo quando sono venuto fuori dalla pancia della mamma mi facevano ascoltare delle canzoni che mamma e papà dicevano che erano l’orchestra Maniscalchi, e a me piacevano molto, soprattutto quella che parla del gatto Maramao e quella che parla del pinguino innamorato (...)

L' Orchestra Maniscalchi «alleggerisce» il Blue Note

Corriere della Sera
Ven, 25/02/2011

Forse qualcuno l' altra sera, preferendo la musica del Blue Note agli incontri calcistici e alla tv, sarà rimasto sorpreso (se non addirittura deluso) nel trovare sul palco l' Orchestra Maniscalchi senza le Sorelle Marinetti. Ma, va detto subito e con chiarezza, l' Orchestra fondata e diretta da Christian Schmitz «non» è la band d' accompagnamento del trio «en travesti» ispirato alle Lescano, anche se frequentemente si esibiscono insieme e lo stesso Schmitz cura delle Marinetti la scelta dei pezzi e gli arrangiamenti (accompagnandole nei dischi). L' OM è un' orchestra autonoma (9 elementi più il direttore-pianista), con un proprio repertorio e un proprio cantante, il bravissimo Gianluca De Martini la cui voce, in perfetto stile trasmissioni Eiar, interpreta canzoni rigorosamente italiane, anni 30/40, alternandole a brani strumentali. Venti i pezzi proposti mercoledì (più tre bis), da «A zonzo» a «Ted» (con il C melody, un sax dell' epoca, ormai in disuso), da «Pinguino innamorato» a «Concerto Jazz». Brani che hanno confermato, in oltre un' ora di musica, l' eleganza e il rigore di questa «orchestrina», come si chiamavano ai tempi, la cui continua e attenta ricerca filologica bene si amalgama all' allegria e alla lievità che trasmette (sempre di più e con più colore) in ogni concerto. A lei il merito di aver riportato sui palcoscenici italici canzoni che rischiavano di venir dimenticate, e di averlo fatto senza retorica nostalgia, ma con quel sincero entusiasmo che ogni volta fa nascere nel pubblico, anche più giovane, la voglia di cantare e, perché no? di ballare.

Viganò Lorenzo

Alba Crea - direttore artistico Filarmonica Laudamo (Messina)

Mer, 23/02/2011

«Diamoci del tu...» Nuove fantasie musicali degli anni ’30 e ’40 non è solo un raffinato e avvincente spettacolo musicale dell’Orchestra Maniscalchi, ma un’operazione culturale importante la cui portata è in grado di raggiungere anche il pubblico più allargato. Si apre il sipario ed ecco sul palco, nella tipica formazione e coi suoi caratteristici leggii, una vera e propria orchestra di “musica leggera” come quelle che si esibivano nelle dancing hall italiane prima della guerra. La splendida voce del tenore Gianluca De Martini, volutamente evocativa delle vecchie incisioni d’epoca, interpreta quindi le più belle canzoni dell’EIAR e intreccia con Christian Schmitz, pianista e direttore dell’orchestra, un garbato piccolo copione messo a punto dal regista Giorgio Bozzo nel quale si motivano le ragioni che hanno portato alla nascita di questo repertorio. Un repertorio che sembra lontano nel tempo ma in realtà non lo è, essendo ancora patrimonio vivo degli italiani di oggi. Il pubblico messinese è stato letteralmente conquistato dalla performance dell’Orchestra Maniscalchi, tutta giocata tra garbata ironia e approfondita ricerca storica.

Alba Crea
direttore artistico
Filarmonica Laudamo - Messina

Recensione dello spettacolo del 18 gennaio

LA REPUBBLICA - PALERMO
Sab, 22/01/2011

Non ci sono i fruscii del vecchio 78 giri né gli sbalzi di sintonia di qualche imponente Radiomarelli nelle canzoni dell'Orchestra Maniscalchi diretta da Christian Schmitz e ascoltata al Politeama per gli Amici della Musica.
C'è, però, intatta l'aura di un'epoca che fu, quella degli anni Trenta, e ci sono, soprattutto, fascinose canzoni che ondeggiano tra suoni scintillanti, languori d'abatjour e guizzi d'elegante swing. La voce di Gianluca De Martini si insinua tra esse ora con lieve ironia ora con delizioso piglio demodé, soffiando delicatamente la polvere, o forse la cipria, da "La donna bella non mi va", "Diamoci del tu", "A zonzo", "Addio canzoni americane" ed altri piccoli gioielli dimenticati.
Gigi Razete

DIAMOCI DEL TU…
Orch. Maniscalchi al teatro Politeama Garibaldi di Palermo
18 gennaio 2011