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L' Orchestra Maniscalchi «alleggerisce» il Blue Note
Corriere della Sera
Ven, 25/02/2011
Forse qualcuno l' altra sera, preferendo la musica del Blue Note agli incontri calcistici e alla tv, sarà rimasto sorpreso (se non addirittura deluso) nel trovare sul palco l' Orchestra Maniscalchi senza le Sorelle Marinetti. Ma, va detto subito e con chiarezza, l' Orchestra fondata e diretta da Christian Schmitz «non» è la band d' accompagnamento del trio «en travesti» ispirato alle Lescano, anche se frequentemente si esibiscono insieme e lo stesso Schmitz cura delle Marinetti la scelta dei pezzi e gli arrangiamenti (accompagnandole nei dischi). L' OM è un' orchestra autonoma (9 elementi più il direttore-pianista), con un proprio repertorio e un proprio cantante, il bravissimo Gianluca De Martini la cui voce, in perfetto stile trasmissioni Eiar, interpreta canzoni rigorosamente italiane, anni 30/40, alternandole a brani strumentali. Venti i pezzi proposti mercoledì (più tre bis), da «A zonzo» a «Ted» (con il C melody, un sax dell' epoca, ormai in disuso), da «Pinguino innamorato» a «Concerto Jazz». Brani che hanno confermato, in oltre un' ora di musica, l' eleganza e il rigore di questa «orchestrina», come si chiamavano ai tempi, la cui continua e attenta ricerca filologica bene si amalgama all' allegria e alla lievità che trasmette (sempre di più e con più colore) in ogni concerto. A lei il merito di aver riportato sui palcoscenici italici canzoni che rischiavano di venir dimenticate, e di averlo fatto senza retorica nostalgia, ma con quel sincero entusiasmo che ogni volta fa nascere nel pubblico, anche più giovane, la voglia di cantare e, perché no? di ballare.
Viganò Lorenzo
